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Aleksey Markov e Izzat al-Douri, lontani ma vicini. di Andrea Gallazzi

«L’arrivo del Comunismo è inevitabile come il sorgere del Sole»

A. Markov

Sono giorni duri per l’Antimperialismo, che nel bel mezzo di una crisi sanitaria non ha visto la fine della lotta dei popoli che non vogliono altro che la Libertà, come in Siria, Bolivia, Cile, Venezuela ecc ecc. Ma ci sono due popoli che in questo momento si trovano in un profondo lutto, il primo è quello del Donbass, il secondo è quello dell’Iraq. Il 24 Ottobre, nella Repubblica di Lugansk, è morto in un incidente d’auto il Comandante della Brigata Prizrak Aleksey Markov, un semplice cittadino che prima del vile maidan lavorava come qualsiasi altra persone, poi, di fronte alle ingiustizie di un sistema capitalista e filo-nazista come quello Ucraino ed Europeo ha deciso di ribellarsi. Così si è messo sotto la bandiera rossa dell’ex Comandante Alexey Mozgovoy (ucciso in un attentato terroristico nel 2015) e fino a qualche giorno fa ha lottato in prima linea per la libertà del suo popolo e dell’Umanità intera. Erano centinaia le persone che hanno partecipato al suo funerale, tra familiari, amici e Compagni di lotta, lui non sarà mai dimenticato e la sua lotta non sarà mai abbandonata.


«Noi combatteremo il settarismo e il razzismo ovunque lo troveremo, senza pietà, sia all’interno del nostro Partito sia all’esterno di esso e lavoreremo per una società unita, avanzata, socialista, progressista e democratica che costruiremo in Iraq e in tutta la Patria araba.»

Izzat al-Douri

il 27 Ottobre, invece, è giunto un messaggio dall’account facebook ufficiale del Partito Ba’ath dove si annunciava la morte del Leader socialista antimperialista Izzat al-Douri, che fino a quel momento aveva diretto personalmente la Resistenza irachena contro l’invasione americana, a conferma di ciò c’è il tweet di Raghad Hussein, figlia di Saddam e cara amica del defunto. Al-Douri nacque in una famiglia povera irachena, fin da giovane militò nel Partito Ba’ath e nel luglio del 1968 partecipò col suo caro amico Saddam Hussein alla rivoluzione irachena, quando Hassan al-Bakr prese il potere e instaurò il governo socialista rivoluzionario. Fin da quel momento partecipò attivamente alla vita politica e militare del paese, dirigendo le operazioni contro l’Iran, gli Stati Uniti nel 1991 e poi di nuovo contro gli USA dal 2003 ad oggi. 

È nostro dovere di socialisti e antimperialisti ricordare queste figure, simbolo della lotta per la liberazione dei popoli.