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Le istituzioni accettino, o si dimettano!

La situazione che stiamo vivendo è frutto di decenni di spolpamento del sistema sanitario, di precarizzazione del lavoro, di affossamento del tessuto produttivo  e di dissoluzione dello stato sociale. Il responsabile di tutto ciò è da identificare nel sistema capitalista nella sua versione neoliberista, impostoci dall’Unione Europea e da tutti gli esecutivi che si sono susseguiti in questi decenni. Non bastano elemosine sotto forma di bonus, non bastano incentivi o tutele demagogiche, ma servono drastici interventi strutturali volti ad un cambio generale dei paradigmi.

-Intervento statale volto a garantire la continuità del reddito netto per tutti i lavoratori;

-Intervento statale a copertura di mutui ed affitti per tutte le prime case;

-Ripristino di tutte le strutture mediche smantellate negli ultimi anni, esproprio senza indennizzo delle cliniche e degli ospedali privati, esproprio senza indennizzo di di tutto il materiale medico presente sul territorio nazionale, produzione statale dei farmaci necessari al benessere del paese;

-Recupero degli edifici statali dismessi ed esproprio delle strutture private per garantire la frequenza scolastica in presenza a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, esproprio senza indennizzo di eventuali strutture private necessarie;

-Grande campagna nazionale d’assunzione di personale medico e educativo, assorbimento in organico pubblico del personale privato, abolizione del numero chiuso alle facoltà mediche;

-Apertura di centri di distribuzione gratuiti di generi alimentari, sanitari e di prima necessità;

-Ripristino di tutte le libertà politiche soppresse dal governo quali assemblea, manifestazione, riunione e sciopero. Immediato rientro nelle caserme delle forze di polizia mobilitate per reprimere le giuste manifestazioni del popolo;

-Decadenza di ogni denuncia per violazione dei DPCM.

Riteniamo queste misure il minimo indispensabile per garantire un primo passo verso il benessere del popolo lavoratore e per avviare un cambio di paradigma che permetta di evitare l’insorgere di altre crisi simili a quella che stiamo vivendo. Tali misure non possono che essere applicate in un percorso più ampio di mutamento dei rapporti di produzione, di emancipazione sociale, economica e politica dell’Italia, di abbattimento dei legami con Nato ed Unione Europea.

Qualora le istituzioni  non dovessero conformarsi a queste ragionevoli richieste chiediamo le immediate dimissioni a tutti i loro rappresentanti, dalle giunte comunali ai prefetti, e il passaggio di consegne a organi di rappresentanza popolare. 

Invitiamo tutte le forze politiche progressiste, democratiche e rivoluzionarie a rivendicare queste riforme a gran voce nelle piazze, a diffonderle fra le masse, anche in maniera autonoma, per organizzare il contrattacco contro il governo Conte!

M-48