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L’impero americano scricchiola: l’oscuro orizzonte che si prospetta in occidente

di Eros R.F.

Ogni singolo avvenimento a cui abbiamo potuto assistere in questi ultimi anni non fa che metter in evidenza, sempre più, la fragilità di quell’impero che è stato – e che sarà ancora per un po’ di tempo – senza alcun ombra di dubbio l’impero più criminale, distopico, crudele, vergognoso e potente della storia. C’è da dire che ha avuto vita breve, se lo compariamo ad esempio all’impero di cui rivendica la vergognosa eredità, l’impero romano, che è riuscito a tenersi in piedi per 1229 anni, mentre il sacro romano impero è durato 1006 anni. È tuttavia da dire che la vita media di ogni impero, stando allo studioso John Bagot Glubb, è di 250 anni, e gli Stati Uniti son stati fondati oramai da quasi 245 anni. Tralasciamo questi curiosi calcoli, che non portano ovviamente a nessuna certa conclusione, se non ad una presa di coscienza di quanto caos, distruzione e disperazione possa portare un impero in così “pochi” anni, e di quanto potrebbe fare se riuscisse a vivere oltre ad un millennio. 
La storia di questo decrepito impero verrà probabilmente studiata allo stesso tempo con disgusto e con grosse risate, perplessità. Non sono uno storico, ma non penso ci siano stati altri esempi simili negli ultimi 10 millenni. Quando mai un impero è crollato (non certo per via di, ma) accompagnato da complottisti – cosiddetti Q-anon – vestiti da pagliacci, con tatuaggi ritraenti simbologia pagana, con un misto di nazi-fascismo e fascio-sionismo liberaleggiante, bandiere (confederate) che testimoniano una certa nostalgia schiavista, accompagnate da altre bandiere (unioniste) totalmente contrapposte alle prime? Mai nella storia uno spettacolo simile. Un Paese-circo, una pagliacciata. Un capitolo divertente e colorato, folle, di questo finale non di certo inaspettato, ma pur sempre originale e intrattenente.

sciamano pagano e Qanon accompagnato da neonazisti e semplici trumpiani
i proud boys, organizzazione paramilitare fascista, presenti durante le proteste

Un breve capitolo divertente e colorato, certo, ma con delle conseguenze che non saranno, almeno nel breve termine, poi così belle. L’economia degli States sta andando male ormai da un po’ di tempo, il tutto a favore della potente ed emergente Cina, che presto avrà il proprio riscatto. I conflitti interni negli Stati unti sono sempre più aspri ed evidenti, e le proteste dei Black lives matter, pur strumentalizzate che siano, ne sono un palese esempio, totalmente contrapposte alle proteste di spirito assolutamente borghese e spesso reazionario dei “trumpiani”. I Q-anon, le cui teorie divertenti (ma anche degne di tenerezza e compassione) sono con molta probabilità frutto di un operazione stile mockingbird attuata dalla solita CIA, son certi di avere la verità in mano, pensando di fare il giusto sostenendo un eroico imprenditore multi-milionario che sta lottando contro le forze oscure pedo-sataniste filo-cinesi democratiche comuniste marxiste pseudo-rettiliane e massoniche, e sono dunque incoscienti di star sostenendo lo stesso “dip steit” che pensando di combattere a suon di tweet e bombe dentro pizzerie (luogo di ritrovo dei pedo-satanisti ultra-terreni). La lobby delle aziende tecnologiche e la lobby della classica industria, rispettivamente i “democratici” e i “repubblicani”, son certamente nel pieno di un conflitto di capitali dalle dimensioni storiche, in quanto i primi oramai con la propria egemonia hanno affermato la propria supremazia sia economica che politica – ora vincendo tra l’altro le elezioni – sui secondi, che non vogliono ancora cedere il proprio predominio. I rischi e le vie possibili che potranno essere intraprese sono diverse. Salvo errori madornali e da scuola d’infanzia, è evidente che le agenzie d’intelligence imperiali non avrebbero mai gettato benzina sul fuoco inasprendo i conflitti tra trumpiani e manifestanti “black lives matter” (BLM) se non avevano già in serbo un risultato simile a quello che è accaduto ieri. Mentre i BLM quando manifestarono di fronte al Capitol si ritrovarono davanti centinaia, se non migliaia di membri delle forze armate con il mitra puntato sui cittadini; i trumpiani non solo hanno avuto davanti una manciata di poliziotti (che sapevano già della manifestazione): proprio questi ultimi sono arrivati ad aprire i deboli blocchi, senza aver opposto resistenza, invitando i manifestanti ad avanzare [tweet con video a riguardo]; e proprio le forze armate – Pentagono e Guardia nazionale – si sono rifiutati stavolta di intervenire sin da subito.

Capitol hill quando ci furono le proteste dei BLM

È stato un false flag? Certamente no. Ma è stata una sceneggiata, una farsa (che sarà) strumentalizzata, questo sì. Si sapeva già della manifestazione, ed è stato permesso a dei pazzi complottardi nazistoidi di avanzare, entrare nel Campidoglio e far che volevano; d’altronde non hanno una coscienza politica, e non sono capaci di organizzarsi (né con le armi né con altro, se non con piccole squadracce fasciste), ed è quindi stato l’equivalente di un attacco caotico, disorganizzato, anarcoide e senza precisi fini se non portare il caos stesso. Trump è probabilmente una vittima sacrificale; un pagliaccio, con una quantità di neuroni che si possono contare con 10 dita, disposto a morire (suicidandosi) politicamente, pur di farlo con una certa “gloria”. C’è il bisogno di una pseudo-guida, un salvatore per cui lottare come dei matti, per creare caos e inasprire i conflitti tra due frange diverse della popolazione, pur sempre popolari e non di certo alto-borghesi. Un conflitto tale da legittimare un ascesa di un governo esplicitamente fascista, repressivo senza alcuna sorta di maschera. Ciò che sta per crollare, almeno per ora, non è tanto l’impero, quanto il suo sistema liberale. Un sistema liberale pregno di contraddizioni che presto tramonterà in tutto l’occidente. Ma tutto questo non può essere che una mossa disperata di una potenza che sta perdendo la propria egemonia, che non riesce più a star a passo coi tempi, e che soprattutto non riesce più a sostenere la grossa macchina repressiva fuori dai propri confini, per via delle intrinseche contraddizioni (e contrazioni) del sistema capitalistico, più precisamente imperialista, e per via del rafforzarsi del fronte anti-atlantico, composto dai sempre più potenti Russia, Cina ed Iran, che hanno fatto in modo, direttamente e altre volte indirettamente, che i Paesi più deboli militarmente riuscissero a difendersi dalle ingerenze statunitensi, ad esempio in Venezuela, Siria, Bielorussia e in parte Bolivia. Nel ‘900 c’è stata la necessità di inghiottire la Germania tramutandola in una macchina da guerra (e di morte, genocidio) nazista, pur di far crollare l’Urss, che era il rischio più grande per le potenze occidentali. Oggi c’è la necessità di tener in piedi in qualunque modo possibile lo sgangherato occidente, che ha avuto la breve parentesi di prosperità dopo il crollo del blocco orientale e la consequenziale espansione momentanea del mercato globalizzato; oggi c’è la necessità di una nuova potenza fascista – non più pseudo o semi-fascista – per reprimere con tutti i mezzi possibili i conflitti sociali che andranno sempre più ad aumentare in seno all’occidente, e ovviamente per contrastare quella Cina che sta per scacciare la vecchia aquila spennata dal proprio trono logoro e sporco di sangue. 
Il 2020, anno piuttosto intenso [nostro articolo sull’anno 2020], era iniziato con la provocazione degli Usa verso l’Iran, con l’intendo di scatenare una guerra necessaria per far continuare la perversa macchina del capitale. Il 2021 si prospetta essere un anno sotto certi aspetti migliore, ma sotto tanti altri punti di vista peggiore; sarà l’anno delle probabili stragi, del terrorismo strumentale e dell’ascesa dello Stato apertamente repressivo (e sempre più distopico), che andrà a sostituire gradualmente l’ipocrisia liberale che ci ha accompagnato in questi ultimi decenni. L’Italia è già pronta al prossimo duce, grazie al taglio dei parlamentari che ci siamo (noi cittadini; non certo noi di M-48) auto-imposti, grazie alla normalizzazione dei dpcm, e grazie ai decreti sicurezza che son tutt’altro stati rimossi dal governo Conte. L’occidente è pronto alla rinascita del reich, che non per forza adotterà come simbolo la svastica e non per forza erediterà l’odio verso gli ebrei, ma che certamente esprimerà odio verso il diverso, il cinese e probabilmente l’africano, il russo, il latino-americano; un reich che erediterà e farà tesoro soprattutto dell’odio verso il socialismo, verso il comunismo. E anche per questo, la strada è già spianata dopo che gli Stati occidentali hanno apertamente ammesso di non aver la minima intenzione di contrastare la propaganda nazista e la glorificazione di questo passato su cui tutti dovremmo sputare vergognandocene [articolo del People’s dispatch sulla questione; risoluzione dell’ONU qui].I risultati sono già chiari in Ucraina, Lituania, Lettonia, Polonia, e in parte Croazia, dove l’agenda atlantista, con i maiden, la guerra, e i vari golpe e intrighi politici, e soprattutto con la propaganda e il lavaggio del cervello, è riuscita a normalizzare il nazismo e criminalizzare il comunismo [articolo tradotto dall’Antidiplomatico sulla Lituania e la sua glorificazione dei nazisti; articolo di RT che riporta i video della recente marcia avvenuta in Ucraina in ricordo dei vari generali nazisti]. Perfino in casa USA la cosa sembra ormai esser la norma, se una politica è finita per osannare hitler dicendo che “aveva ragione” [articolo del Chicago Suntimes a riguardo]; e che dire dell’Italia, dove da anni, decenni anzi, si sta spingendo una narrazione esplicitamente anti-partigiana, finendo gradualmente per normalizzare il fascismo, che “dopotutto ha fatto cose buone” – ci viene da pensare quindi che abbiano fatto bene a sterminare, non in quantità e metodi diversi dai camerati tedeschi, libici, eritrei, etiopi, somali, slavi ed albanesi, dopo aver stuprato donne, squartato bambini, e tagliato le teste ai partigiani delle rispettive Patrie. Quel fascismo che ha sterminato migliaia di slavi gettandoli nelle fosse, ma la cui reazione popolare spontanea a tali orrori è diventato un crimine ancor maggiore, con i numeri dei morti da additare ai classici comunisti. 30 anni fa paragonare Stalin a mussolini o addirittura ad hitler era impensabile; oggi è di una normalità assoluta, e ciò è naturalmente ed oggettivamente un ottimo risultato per i borghesi, che sono ben riusciti letteralmente a riscrivere la storia, tenendo la verità all’oscuro dei molti; perfino il pd insomma, il partitino liberale sostenitore dei nazisti in Ucraina, accusato dai destronzi di essere un partito in qualche modo socialista o addirittura comunista, sotto sotto prova ammirazione per il duce [articolo de La Stampa sull’esponente del pd che elogia benito mussolini]. 
La storia si ripete, e possiamo notare, tra le tante cose, un importante insegnamento dallo sfondo morale. È necessario abbracciare il lato più oscuro, bestiale, criminale e ripugnante dell’uomo, affinché venga soppressa ed ostacolata l’unica via che porterà questo a redimersi, raggiungendo la società più giusta possibile.