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Nani, draghi e sacerdoti

di Luca degli Angeli

«la maggior prova di debolezza di un partito è la sua dispersione e la scomparsa di barriere nettamente definite»

La politica italiana forse non merita veramente il titolo di “politica”, ma non è altro che un circo, e i suoi politici sono acrobati, che hanno offerto al pubblico lobotomizzato un atroce spettacolo. Abbiamo visto questi “acrobati” dal ripudiare qualsiasi alleanza, fino a ratificare amicizie con chiunque, hanno oscillato tra prendere posizioni anti europeiste, a incoronare l’UE come il “tempio della democrazia”. Questi “politici”, hanno eseguito queste piroette con il nocivo e narcisista intento di ingannare le masse e cogliere più tempo possibile per rimanere al potere, per rimanere seduti sulla calda e comoda poltrona, mentre i più emarginati morivano in modo indegno, a causa dell’immensa stupidità della classe dirigente di questa nazione. Ma il numero finale di questi acrobati, un numero che si è mai visto raramente, è stato l’appoggio a Mario Draghi. Tutti i partiti, e vogliamo enfatizzare “tutti”, hanno affidato la loro ultima chance di sopravvivenza politica a Draghi, una mossa che i più svegli tra le masse hanno visto come un suicidio politico. Ormai si è veramente arrivati al Partito Unico Liberale, manca soltanto la formalizzazione.

Tutto l’accaduto è decisivo per condurre una diagnosi delle situazione intellettuale e politica del nostro paese.

La nostra democrazia non è altro che una farsa, la quale cerca di apparire come forma governativa emancipatoria, esibendo la sua virtù tramite l’uso di cosiddette elezioni “libere” e aperte. Ma questa si può considerare vera democrazia? Una democrazia dove ogni 5 anni gli italiani sono richiamati alle urne per scegliere e votare tra una lista di candidati, di vari partiti, che concretamente, nonostante la propaganda televisiva, non hanno nulla che gli separi, il loro vero fine non è altro che vivere come parassiti sulle spalle dei cittadini. L’esperienza italiana rafforza quanto scritto poche righe prima. Il governo italiano non è una democrazia guidata dalla masse, ma il suo potere risiede nella mani di tecnocratici come Mario Draghi che prendono decisioni dettate dall’UE che hanno conseguenze disastrose. Formalmente siamo tutti cittadini, senza discriminazioni di ogni genere, ma un’attenta analisi mostra la verità di questa cosiddetta “democrazia”, tutti i nostri politici rappresentano solo varie fazioni della stessa classe, la borghesia, anche se sinceramente gli ultimi eventi fanno ripensare sulla vera esistenza di tale fazioni. Il punto a cui vogliamo arrivare è che un borghese, grazie al suo vantaggio economico, ha la strada spianata e potrà sempre creare un partito da solo e farlo prosperare con i suoi soldi per difendere i suoi interessi, questo non si può dire di un lavoratore, esso o essa è costretto a mettere da parte ogni singolo centesimo che guadagna, per far crescere un vero partito che rappresenta i veri interessi delle masse, una cosa non poco facile se teniamo conto della quasi inesistente conoscenza politica presente nelle masse, e va ricordato che la borghesia, il 1%, detiene nelle sue mani il 90% dei beni, senza poi parlare del loro monopolio sui i mezzi di informazione. E Mario Draghi rappresenta soltanto il “Napoleone” della nostra borghesia, una figura divina dipinta come un Deus Ex Machina che “salverà” i nostri politici corrotti.