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“Green pass” e obbligo: occhio alla trappola

Seguendo il contestato esempio della Francia di Macron, ora anche il governo Draghi sembra intenzionato ad implementare misure volte ad impedire la permanenza in contesti sociali dei non-vaccinati. Dai bar ai ristoranti passando per gli eventi pubblici, molti saranno gli spazi che si apriranno solo in corrispondenza dell’avvenuta vaccinazione. E questo sembra solo l’inizio: tra le frange più estreme si arriva ad invocare all’imposizione dell’obbligo vaccinale per il mondo della scuola e del lavoro. Il messaggio è chiaro: o ti vaccini o la tua esistenza sarà resa terribile. Ma perché questo avviene? Perché si continua a spingere la retorica della colpa e della profilassi individuale, che vede nel “peccato” individuale del contagio la causa della crisi, unica vera ragione delle restrizioni, del malessere sociale ed economico.
Questa retorica è conveniente: pone al centro dell’analisi la condotta individuale, ignora le cause sistemiche e le radici profonde della crisi, scagiona i potentati politici ed economici a favore di una penitenza collettiva. Se la causa delle “nuove ondate” è la condotta peccaminosa di certi individui, rei di essersi assembrati o di aver “abbassato la guardia”, allora essa non è da rintracciare in uno Stato che ha accuratamente evitato qualsiasi misura in campo sanitario preferendo una gestione sbirresca e fascistoide dell’emergenza. La colpa non è di un sistema che ha sempre ritenuto la salute e le cure nient’altro che merci da vendere, che ha creato un sistema sanitario incapace di reggere a qualsiasi stress, ma è di chi, in maniera sconsiderata, è uscito di casa, ha camminato nei luoghi della dannata “movida” o non ha mantenuto il distanziamento sociale, ancora peggio se si è rifiutato di partecipare alla campagna vaccinale.
Da parte di tutti gli stati borghesi c’è la necessità di allontanare l’idea che la questione sanitaria non sia individuale, ma collettiva, politica e sociale. Colpevolizzando il singolo si assolve il sistema. Presentando la campagna vaccinale come di per sé l’unico e vero metodo per sfuggire alla pandemia non si sta che perpetuando una menzogna che fa comodo solo agli stessi che hanno in primo luogo causato la stessa.
Ancora una volta ci troviamo ad affermare che non è stato il Covid-19 a piegare il sistema sanitario, ma sono stati decenni di liberismo e di privatizzazione a distruggerlo, lasciandolo in balia di qualsiasi attacco. E’ solo un caso che sia stato il Covid-19 e non una qualsiasi altra malattia infettiva a mettere in ginocchio svariati ospedali.
Solo avendo ciò ben chiaro si può formulare un giudizio su queste misure, che non può appiattirsi sulla cieca fiducia nei confronti delle istituzioni liberali solo per la paura di essere accomunati a certa, inesistente, compagine “negazionista”. A dover essere contestata non è la legittimità in sé di una campagna vaccinale contro il Covid-19, il che sarebbe assurdo, ma l’insieme delle azioni dei governi occidentali, che in Italia soprattutto non hanno saputo rispondere alle difficoltà del popolo se non con misure atte a garantire l’ordine pubblico. Il “Green pass” e i divieti imposti ai non vaccinati non sono che l’ennesimo, estremo tentativo da parte del governo di scrollarsi di dosso qualsiasi colpa. In quanto socialisti è quindi nostro dovere denunciare ciò ed attaccare queste misure, peraltro altamente impopolari e slegate da qualsiasi applicabilità pratica.
Per garantire la salute pubblica è necessario intervenire sulla profilassi collettiva, ricostruendo la sanità di base e dotandosi di una struttura farmaceutica nazionale e pubblica, è necessario rinnegare completamente il sistema privatistico legato a pochi poli “d’eccellenza” ed iper-specialistici a favore della sanità diffusa, è necessario rivoluzionario completamente l’approccio alla questione sanitaria e la gestione del sistema ospedaliero. Non è con l’obbligo vaccinale che saremo sicuri, ma solo con il Socialismo.

COMITATO CENTRALE M-48