Non chiamatelo regime

DI MICHELE PADOVAN

Ci siamo, il sistema sta tirando le trame finali del suo progetto di impoverimento e schiavismo dei
Lavoratori, mentre raschia il fondo del barile.
Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto oltre 30mila licenziamenti, i casi più recenti, la (ex) Magneti
Marelli e la catena di supermercati Pam, entrambi hanno mandato a casa circa 1800 lavoratori, il
tutto in una settimana.
La divisione sociale dovuta alla questione vaccinale sta avendo ripercussioni estreme nel mondo del
lavoro e siamo a dei livelli di discriminazione (sempre per partito preso e con prove flebili della
reale utilità dell’iniziativa del governissimo firmato Draghi & Co. Spa) che non si vedevano dalla
Germania del 1933.
Anche nella Scuola e nelle Università, al di là del precariato sempre più alto e povero (quando
assunti, quindi se va bene!), sempre più docenti e studenti, o perché con problemi clinici che
impediscono la vaccinazione, o per legittimi dubbi riguardo l’attendibilità scientifica dei
provvedimenti sanitari attuati, subiscono atti di violenza, prevaricazione e discriminazione che
vanno condannati a pugni chiusi ed in guardia.
Per non parlare poi dell’esclusione dal mondo del lavoro, a meno di non scannarsi per un tozzo di
pane, abbassando le proprie richieste salariali al di sotto delle suole delle scarpe.
Eh! sia mai che il capitale rinunci a dei genuini schiavi!
Questo siamo per i governanti, facenti funzioni delle banche e delle grandi aziende,che già stanno
sguazzando gioiose nei loro proventi, ridendo della nostra miseria e si leccano ulteriormente i baffi
a pensare ai rincari delle risorse essenziali come il carburante, il gas, l’elettricità.
Oltretutto il green pass si sta rivelando per quello che è, uno strumento di censimento e controllo
politico, non sanitario.
Per esempio, per quale motivo il green pass devono averlo anche coloro che lavorano in smart
working? Chi contagiano da casa?
Ah e per la cronaca, gli stipendi di chi lavora da casa stanno venendo ricalcolati per ridurli, visto
che per i padroni, se hai meno spese, devi prendere di meno.
Mentre geni incompresi come Dambisa Felicia Moyo, economista zambiana naturalizzata
statunitense, propongono, con ampia approvazione, l’evoluzione del green pass, ovvero l’Election Pass: un pass che venga dato solo a chi dimostra di avere un certo QI, tale da comprendere le elevate e complesse dinamiche finanziarie (leggasi “truffe”) e la grande preparazione dei governanti, tanto degli istituti di credito, quanto degli stati loro vassalli (leggasi “pirla”).
Secondo quali parametri dovrebbe essere concesso lo status di “cittadino attivo” devono ancora rivelarlo.
Sarà mica l’ennesimo processo di legalizzazione della dittatura e coercizione del dissenso dai loro
programmi speculativi?
Se si pensa che la signora sopra citata collabora con la Goldman Sachs, un leggero dubbio sovviene.
Una cosa è sicura, coi parametri di selezione per i loro discepoli, si sono autoesclusi.
Con l’intento di porre un termine a questa follia e raddrizzare i torti, tanto sociali quanto economici,
i lavoratori si stanno ufficialmente organizzando.
In principio i Lavoratori la GKN, poi si sono aggiunti gli operai della Texprint, poi i dipendenti di
Amazon Italia e a macchia d’olio il dissenso e la solidarietà dilagano, non solo nel mondo del
Lavoro, ma anche nella Scuola, nella Ricerca e nella Sanità.
Aggiunte più recenti, i portuali di Genova e di Trieste che stanno segnando il passo di marcia
Questa è la nazione che vogliamo, una nazione fatta da persone consce che lottando spalla a spalla,
mettendosi nei panni dei compagni, si affrontano meglio le sfide lanciate dal liberismo capitalista.
Senza classismo, senza meritocrazia strumentale, pari diritti e profitto sociale equamente condiviso.
Ed il sistema capitalista sta collassando su sé stesso.
Gli USA stanno collassando sotto il peso del loro debito, creato a ufo con soldi stampati a ufo, senza
riguardi per cercare di compensare tale denaro stampato con una produzione reale effettiva.
Se stampi soldi, poi devi darne anche al Popolo, altrimenti oltre ad essere un encefalo a glande, non
tuteli la domanda interna, gli scambi sono limitati ed il sistema collassa su sé stesso per
impoverimento dall’interno, come una carie.
E tale fine sta facendo il dollaro.
Che la rete della nuova nazione socialista italiana, figlia del Popolo Combattente, sia forte e coesa,
non siamo soli e nazioni come Cina e Cuba ci porgono mani amiche.
Stessa cosa per la Russia dove i Comunisti crescono in numero.
E pure nelle ultime elezioni in Austria il partito comunista austriaco ha preso il 30%dei voti e c’era
da aspettarselo, genti di tutto il mondo si stanno svegliando per abbandonare un sistema
autodistruttivo e opprimente.
E con tali genti marceremo fianco a fianco.
Il giovane genovese Giovanni Battista Perasso, prima di scagliare la prima pietra contro l’oppressore
austro-piemontese nel 1746, gridò “Che l’inse!”, ovvero “ Che inizi la rivoluzione!”.
E noi? Cosa stiamo aspettando a gridare “Che L’inse”?